La belle
jardinière
jardinière
La flora di Firenze – indissolubile nell’origine del nome stesso – è stata celebrata da pittori (Sandro Botticelli) e stilisti (Gucci e Ferragamo) e si offre tuttora ai visitatori senza fretta, che hanno voglia di indugiare in un turismo lento, di piacere dei sensi, di pace e armonia a contatto con la natura.
Vorrei rivolgere questi itinerari a paesaggisti, botanici, architetti del paesaggio, ma anche a tutti coloro che vogliono evadere da quel turismo di massa che affligge il nostro tempo, verso un turismo più consapevole, più sereno, rilassato, di ampio respiro.
Firenze è una città circondata da un anfiteatro di verdeggianti colline, dove i giardini sono numerosi ma non spesso facilmente accessibili: questi percorsi sono volti ad aprire i cancelli di quei parchi e giardini nascosti dell’antica Florentia, per schiuderne l’animo discreto e suggerne il segreto.
Flora: giardini dipinti e nascosti
Lasciatevi sedurre dal rutilante firmamento di fiori che offre la straordinaria raccolta della Galleria degli Uffizi.
Il nostro itinerario si snoderà tra fiori simbolici e giardini neoplatonici, mettendo in risalto il valore del verde nella storia dell’arte e dell’archeologia: dai dettagli floreali di Giotto fino al gotico fiorito di Gentile da Fabriano; dalle statue antiche una volta a custodia dei giardini dei Medici fino alle molteplici interpretazioni della „Primavera“.
Sandro Botticelli ci racconta una fiaba profumata di fiori: alberi di agrumi, tasso, mirto, alloro e cipresso fanno da cornice alla spettacolare profusione di amore il cui perno è la dea Venere.
Perdiamoci nei verdi corridoi degli Uffizi, alla ricerca di aquilegie, gigli e garofani di artisti fiamminghi e toscani, cercando di svelarne l’antica e mistica simbologia.
Il tour può essere abbinato alla visita dello storico Giardino dell’Iris, nato nel 1954 grazie a Flaminia Specht e Nita Stross Radicati, membri della Società Italiana Amici dei Fiori ed appassionate ibridatrici.
Il giardino, presso lo scenografico Piazzale Michelangelo, nacque con lo scopo di dare ospitalità ad un Concorso Internazionale annuale per le migliori varietà di Iris e oggi si espande su due ettari di 300 specie di profumatissimi fiori, con una vista mozzafiato su Firenze.
Lo sapevate che il Giglio di Firenze era in origine un Iris?!
Venite a scoprire perchè!
NB: il Giardino dell’Iris è solitamente aperto solo tra aprile e maggio ed è ad accesso gratuito.
Giardino di Boboli
Boboli, apoteosi dell’arte italiana del giardinaggio, si offre al visitatore amante delle lunghe passeggiate.
Il Viottolone dei Cipressi conduce alla misteriosa Vasca dell’Isola, avvolta in un giardino di conche di limoni e antichi bulbi di rose. La salita, invece, porta all’intimo Giardino del Cavaliere, che in primavera vede l’esplosione di rose e peonie, ed offre la meravigliosa vista sempreverde sui dintorni di Firenze.
Il giardino italiano rinascimentale nasce proprio qui. A crearlo è una donna con molto senso per gli affari e poca pazienza: Eleonora di Toledo. Palazzo Vecchio è troppo piccolo per questa nobile ed altera principessa spagnola. Ha bisogno di spazio… fa sbancare una collina intera e compra proprio quello che era l’Orto dei Pitti. Pitti…un attimo… perché proprio i Pitti?
La moderna Eleonora ha le risposte!…
Ville Medicee: Petraia e Castello
Sono appena a un quarto d’ora dal centro, ma non ci troverete quasi nessuno.
E, proprio per questo, io vi ci porto!!!
Ammireremo insieme l’importante Villa la Petraia con gli affreschi del Volterrano e le statue del Tribolo e di Giambologna, il romantico parco inglese di gusto mitteleuropeo e il giardino italiano con la sua „tulipomania.“
Poi, andremo a filosofeggiare nel parco di Castello, tanto amato da Cosimo I de’ Medici e, più tardi, dal penultimo granduca della casata, Cosimo III, che proprio qui coltivava segretamente il suo adorato „Jasmin du Granduc“.
Villa Castello è attualmente sede dell’Accademia della Crusca e pertanto, non visitabile. Ciò nonostante, ci accontenteremo di inebriarci dei profumi degli agrumi del suo giardino… la conoscete l’arancia “bizzarria”?
NB: l’accesso a Villa La Petraia e al giardino di Villa Castello è gratuito.
Settignano e Villa Gamberaia
Devo averci trascorso la mia vita passata, poiché sento un affetto smisurato per questo incantevole villaggio.
Settignano è un borgo scosceso, ripido, a tratti scomodo, in salita, difficile da percorrere, talvolta pure da raggiungere. Ha il carattere dei tagliapietre, che qui hanno vissuto, che qui sono nati. Antonio e Bernardo Rossellino, Desiderio da Settignano, persino Michelangelo ha trascorso qui parte della sua infanzia. E di Settignano si sono invaghiti, un po’ più tardi, Gabriele d’Annunzio ed Eleonora Duse, e pure i Macchiaioli.
Ma la chiave di volta di Settignano è la splendida Villa Gamberaia. Se siete amanti dei giardini e bramate di soccombere dinanzi alla bellezza di un parterre d’acqua fiorito e inebriante, di libellule, camelie e raggi di sole, Villa Gamberaia è il posto che fa per voi. L’erba è un tappeto verde curatissimo, gli alberi ordinati secondo i criteri dell’ars topiaria, fino al climax ascensionale del belvedere, racchiuso dal verde ombroso, ma libero e sconfinato sul panorama di ulivi e colline, fino laggiù, a Firenze. Il selvatico di lecci, selvaggi come mostri, e la limonaia fresca, frizzante, di giallo e arancio, di scorza effervescente. Il gabinetto di rocaille, il gusto per queste incrostazioni, le spugne, l’acqua che gocciola nelle rocce, grondante di sensualità e amore.
Sì: Villa Gamberaia è indubbiamente, per me, il luogo più suggestivo nei dintorni di Firenze.
Pratolino con pic-nic
Poco o niente resta, purtroppo, di quella imponente villa medicea che tanto aveva voluto Francesco I e che aveva incredibilmente sbalordito i sovrani di tutte le corti di Europa. Pratolino era infatti considerato il parco delle meraviglie, con i suoi giochi d’acqua, le cascate, gli automi meccanici e le grotte. E’ risaputo che Bianca e Francesco vi passavano gran parte del loro tempo.
Perché si viene a Pratolino oggi? Ovviamente, per rinfrescarsi. Il verde rigenerante del suo parco romantico all’inglese è terapeutico dopo le giornate di stress e di traffico cittadino. Ma si viene a Pratolino soprattutto per farsi soprafarre dal Gigante. Tutti lo chiamano così. E’ l'”Appennino” del Giambologna. Ed è davvero grandicello…
Dove preferite, apparecchieremo (tovaglia rigorosamente rossa a quadri). Ovviamente dopo la visita, eh… prima il dovere, e poi il piacere!
NB: il Parco di Pratolino è aperto da aprile a ottobre, il sabato e la domenica; è ad accesso gratuito.
Terre verdi del Mugello
Il Mugello è una sorta di Chianti con meno vigne e più mucche. Tutti lo conoscono grazie al circuito del Moto GP, presso Scarperia, ma pochi ci vengono davvero. Eppure, ha una vastissima natura selvaggia e ha dato i natali ai personaggi più eminenti della storia dell’arte: Giotto, per esempio, e Beato Angelico. Alcune residenze tra le più antiche dei Medici (Cafaggiolo e il Trebbio) testimoniano i loro possedimenti nella zona fin dal Medioevo, tuttavia non sono prova inconfutabile delle loro origini mugellane.
In ogni caso, io abito proprio qui. Già. Io, intrepida cittadina fissata con il centro, inaspettatamente, da ormai qualche annetto vivo in Mugello.
E ho scoperto di essermene adorabilmente affezionata.
Barbiana con la scuola di Don Milani e le vaste foreste; la necropoli etrusca di Frascati, a Dicomano; l’eclettica e liberty Manifattura Chini di Borgo S.Lorenzo; il Convento di S. Bosco ai Frati con il crocifisso di Donatello commissionatogli da Cosimo il Vecchio; il mistico Santuario di Montesenario, nei pini e nel vento… insomma… non che al Mugello manchi qualcosa, anzi. C’è solo l’imbarazzo della scelta. Se si passa a tavola, a mangiare tortelli e marroni, poi… sarà difficile ritornare a Firenze!!! Uomo avvisato…
NB: questo tour si effettua necessariamente tramite l’ausilio di un minivan.
