PARCHI E GIARDINI GRATUITI A FIRENZE

Siete già stati a Firenze e avrete notato con un certo disappunto che il centro storico, consacrato interamente all’architettura del rinascimento, è privo di aree verdi? Se siete stati anche a Roma, certamente potrete fare un paragone tra le due città e sarete concordi nel constatare che la capitale sembra essere molto più verde di Firenze.

Roma, infatti, è circondata da un anello di alberi, specialmente il caratteristico Pinus pinea, entrato a far parte dello skyline romano.

Ma anche Firenze è una città verde, circondata da parchi pubblici e giardini ad accesso gratuito, solo, è necessario allontanarsi leggermente dal centro storico.

… Pronti per la passeggiata?

Parco delle Cascine

Il Parco delle Cascine è il parco principale di Firenze e si estende su 160 ettari. Se siete pigri, è il parco ideale per voi: dista solo 5 minuti di tram dal centro (fermata: Cascine).

Nel 1563 era il parco di caccia di Cosimo I de’ Medici, oltre a una fattoria per il bestiame e a un caseificio. Il termine “cascio”, infatti, che ricorda il formaggio cacio, ha dato il nome al parco stesso, Cascine.

Tra il 1786 e il 1790, il Granduca Pietro Leopoldo e successivamente il Granduca Ferdinando III di Asburgo-Lorena commissionarono a Giuseppe Manetti di rinnovare le Cascine e trasformarle in un parco granducale, consacrato alla passeggiata pubblica.

I lunghi viali ombreggiati dovevano essere un omaggio al tipico “Mall” dei parchi inglesi. Il termine “mall” deriva infatti proprio dall’Italia: la “pallamaglio” (pall-mall in inglese) era un gioco popolare nella Napoli del 1600, bene al riparo all’ombra degli alberi. Dopo la partita, si soleva allestire un mercato per vendere merci e prodotti. Ecco l’origine storica del termine “The Mall”, utilizzato oggi per definire i centri commerciali.

Al Parco delle Cascine, l’architetto Giuseppe Manetti costruì la Palazzina Reale (attualmente sede del dipartimento di agraria dell’università di Firenze), le ghiacciaie, le pavoniere e due fontane.

Il Parco delle Cascine fu inaugurato tra il 3 e il 5 luglio 1791 con splendidi fuochi d’artificio che partivano da un monte artificiale appositamente creato per l’occasione e battezzato “Vesuvio”.

Gli edifici costruiti da Giuseppe Manetti racchiudono un significato simbologico ed allegorico: le ghiacciaie in forma di piramide, le pavoniere ornamentali in forma di tempietto neoclassico, le due fontane dedicate alla mitologia greca sono imbevute infatti di simbolismi alchemici.

Le piramidi egizie usate come deposito per il ghiaccio sono associate alla massoneria. Piramidi enigmatiche rappresentavano l’unione tra il cielo e la terra ed erano presenti ovunque nei giardini privati aristocratici nell’Europa di fine Settecento e inizio Ottocento, in allusione all’appartenenza del proprietario alla confraternita massonica. Non dimenticate inoltre che a Firenze esiste un piccolo museo dedicato alla massoneria (Via dell’Orto 7) e, specialmente, si trova la “Loggia Massonica”, sede della confraternita (Palazzo Altoviti, anche noto come Palazzo dei Visacci, Borgo Albizi 18). Famosi massoni della Toscana furono lo scrittore Giosuè Carducci e il celeberrimo Carlo Collodi, autore di Pinocchio. Lo stesso  Granduca Ferdinando III di Asburgo-Lorena fu membro della Loggia Massonica.

Cascine Park Pyramid

Per quanto riguarda le Pavoniere, gabbie ornamentali per i pavoni, si trattava di un elemento tipico dell’epoca vittoriana. Eleganti e di gran classe, derivano dalle voliere di antica età romana e dalle ragnaie (reti per uccelli) del Rinascimento. Se volete darci un occhio, non dimenticatevi il costume da bagno: le Pavoniere di Giuseppe Manetti infatti sono situate oggigiorno nelle piscine più glamour di Firenze, chiamate, appunto, “Le Pavoniere”.

Le due fontane di Manetti erano dedicate a Narciso e Pegaso. Se tutti conoscono la tragica storia del vanitoso Narciso e le eroiche gesta del cavallo alato Pegaso, pochi sanno invece del loro legame con l’alchimia.

Narciso simboleggia infatti la discesa verso l’altro mondo e il ritorno alle acque primordiali, mentre il limpido volo di Pegaso simboleggia la vittoria della luce sul buio e sulla materia. Narciso e Pegaso sono così connessi al viaggio iniziatico alchemico.

La fontana di Narciso ispirò il poeta inglese Percy Bysshe Shelly che nel 1820 scrisse “Ode al vento dell’ovest”. Con grande rammarico, la fontana di Pegaso purtroppo è andata perduta.

C’è infine un tocco di ecletticismo nel Parco delle Cascine: se vi avventurerete nel parco, troverete infatti il Monumento all’Indiano, scolpito dall’artista inglese Charles Frances Fuller nel 1865-1874. L’iscrizione è tradotta in italiano, inglese, hindi e punjabi.

Monument to the Indian

Rajaram Chuttraputti, Maragià di Kolhapur, morì in una stanza d’albergo in Piazza Ognissanti nel 1865, a soltanto venti anni di età. La comunità straniera di Firenze e la corte del giovane maragià si occuparono del funerale brahmanico: le cremazione del maragià ebbe luogo proprio alle Cascine, alla confluenza di due fiumi, l’Arno e il Mugnone, ritenuto un sito propizio per la cremazione. Così, ecco spiegato perché uno dei ponti di Firenze si chiama proprio Ponte all’Indiano.

Giardino dell’Orticultura e Orti del Parnaso

La Società Toscana dell’Orticultura fu fondata nel 1854 con l’obiettivo di incoraggiare e promuovere l’interesse e l’amore per l’orticoltura in Italia attraverso mostre temporanee e concorsi floro-vivaistici.

Il terreno fu acquistato tra il 1859 e il 1876; i lavori cominciarono attorno al 1879 con lo splendido Tepidario in ferro, ghisa e vetro, la serra progettata da Giacomo Roster e realizzata dall’azienda Michelucci di Pistoia. Fu la prima serra d’Italia, soprannominata il palazzo di cristallo di Firenze.

glasshouse erected by Giacomo Roster

Gli anni ’80 dell’Ottocento furono il fulgore del Giardino dell’Orticultura: rinomato a livello internazionale per le sue esposizioni botaniche, mostre ed eventi, era una destinazione di punta per botanici, orticoltori, giardinieri, accademici e studenti di Firenze e da tutto il mondo. 

Nel 1911, l’architetto Giuseppe Castellucci e la fabbrica di ceramica di Signa costruirono la Loggetta Bondi in stile neorinascimentale, un chiaro omaggio alla celebre “Loggia del Pesce” di Giorgio Vasari.

Loggetta Bondi

Il Giardino dell’Orticultura purtroppo subì gravi danni durante le guerre; divenne ufficialmente un giardino pubblico nel 1930.

Negli anni ’90 del Novecento, cominciarono i lavori di restauro del Giardino dell’Orticultura: nacque così il colorato Serpente dello scultore Marco Dezzi Bardeschi, serpeggiante lungo le terrazze degli Orti del Parnaso. Il Serpente rappresenta l’attuale custode del giardino, così come l’antico Ladone era il guardiano del mitologico Giardino delle Esperidi. Ricorda inoltre il mito di Apollo che uccise il drago Pitone sul monte del Parnaso. Gli Orti del Parnaso, infatti, evocano la casa delle muse, un eterno e rigoglioso giardino delle arti dove la conoscenza è sempreverde.

Marco Dezzi Bardeschi "Serpente"

 

Dagli Orti del Parnaso, il panorama su Firenze è fantastico! Si tratta di uno dei luoghi migliori per ammirare i fochi, i tradizionali fuochi d’artificio del 24 giugno, festa del patrono di Firenze, San Giovanni Battista.

Oggigiorno, il Giardino dell’Orticultura attraversa un nuovo rinascimento: l’amata “Mostra dell’Orticultura” si tiene in primavera (dal 25 aprile al 1 maggio) e in autunno (solitamente il primo week end di ottobre). Si tratta di uno degli eventi floreali più importante di Firenze, vivamente amato da tutti i fiorentini.

La Società Toscana dell’Orticultura offre un’ampia scelta di corsi: acquerello ed illustrazioni botaniche, giardinaggio, potatura di olivi e rose in collaborazione con Rose Barni, il vivaio specializzato più noto di Pistoia.

Tutti sono benvenuti!

Giardino delle Rose

Se siete alla ricerca di fiori e viste panoramiche, ecco il giardino che fa per voi!

Il Giardino delle Rose è il giardino ideale per le vostre fotografie a Firenze, aperto tutto l’anno e vicino allo scenografico Piazzale Michelangelo.

Inaugurato nel 1895 con la collezione di rose di Attilio Pucci, vanta oggi 350 varietà di rose.

Inoltre, il giardino è popolato dalle sculture di Jean Michel Folon (1934 – 2005), artista belga naïf. La sua opera più famosa è certamente „Partir“: una romantica valigia che incornicia i tetti di Firenze.

Se state cercando un angolo orientaleggiante a Firenze, non resterete delusi: il piccolo e raffinato giardino giapponese „Shorai“ celebra infatti il gemellaggio tra Firenze e Kyōto.

Progettato tra il 1998 e il 2012 dall’architetto giapponese Yasuo Kitayama, è costituito da una cascata, un giardino roccioso, lanterne di pietra e una piccola casa da tè in legno. La parola „shorai“ ha un doppio significato: pino e futuro. Nella cultura giapponese, il pino è associato alla longevità: la parola onomatopeica giapponese „sho-sho“ evoca proprio il dolce fruscio del vento tra i rami del pino.

Ma „una rosa è una rosa è una rosa“, come scriveva Gertrude Stein nel 1913!

Il fiore simbolo del giardino è naturalmente la rosa.

Vi sorprenderà scoprire che anticamente gli etruschi e i romani associavano la rosa all’aldilà.

La rosa era il simbolo della dea Venere: nata con lei, come nel dipinto di Sandro Botticelli, la pallida rosa divenne rossa in un episodio mitologico. Venere, infatti, tentò di salvare il suo amante Adone, ferito mortalmente da un cinghiale nel bosco. Mentre correva verso di lui, si punse il piede sulle spine di una rosa, che, con il suo sangue divino, divenne una rosa rossa.

Anche l’architettura celebrò largamente la rosa: è sufficiente pensare ai rosoni delle cattedrali gotiche, per esempio. Il rosone concentrico allude al cerchio della vita. Nel Medioevo, la rosa fu celebrata anche nella letteratura:  la controversa ed erotica novella francese, il „Roman de la Rose“, ne è una testimonianza lampante.

Se improvvisamente sentite la necessità di profumarvi di rosa, non temete: la società anglo-italiana L. Manetti & H. Roberts nacque proprio a Firenze tra il XIX e il XX secolo. Il farmacista inglese Henry Roberts si trasferì a Firenze nel XIX secolo, aprì il suo laboratorio in Via Tornabuoni e cominciò a vendere la fortuna „Acqua alle Rose“.

Nel 1879, Alfred Houlston Morgan ereditò il laboratorio di Via Tornabuoni; successivamente, il farmacista Lorenzo Manetti divenne socio nel 1921. L’azienda ebbe sede a Firenze fino al 1983, quando divenne parte del Gruppo Bolton di Milano.

Recentemente, la bellissima attrice Martina Colombari è stata la protagonista di uno spot pubblicitario girato proprio al Giardino delle Rose (basta guardare la sua pelle!).

Come tutti sanno, trovare l’Acqua alle Rose è facilissimo: basta andare in qualsiasi supermercato! Il prezzo per la bellezza, a volte, è a portata di tutti!

Ma il profumo del giardino, la vista da sogno su Firenze e la brezza sulla pelle al Giardino delle Rose sono completamente gratuiti… cosa aspettate?

Molti giardini ad accesso gratuito, lontani dal classico circuito turistico, vi aspettano a Firenze: i giardini medicei di Castello, Petraia e Poggio a Caiano, il Giardino dell’Iris a Piazzale Michelangelo, il Giardino del Bobolino (da non confondere con il Giardino di Boboli commissionato da Cosimo I de‘ Medici e sua moglie Eleonora di Toledo; il Bobolino, tra Piazzale Galileo e Porta Romana, è gratis).

Avete mai visto un Calocedrus decurrens?

Meglio noto come Cedro dell’Incenso, nativo del nord-ovest dell’America, è un albero raro ed esotico da vedere a Firenze. I novelli sposi lo conoscono molto bene: la foto sotto il Cedro dell’Incenso è una tradizione irrinunciabile il giorno delle nozze a Firenze.

Ecco la ragione per la quale, forse, i fiorentini più birbanti l’hanno ribattezzato „l’Albero dei Cornuti“.

Visite guidate ai giardini di Firenze

Siete appassionati di giardini? Anch’io!

Visitate la sezione online dedicata alle miei visite guidate ai giardini di Firenze e ai giardini di Toscana e contattatami per un garden guided tour su misura per voi! Sarò lieta di mostrarvi le meraviglie dei giardini di Firenze e della Toscana.

 

Links utili:

http://www.lepavoniere.it/

http://www.societatoscanaorticultura.it/

http://www.firenzeturismo.it/en/

https://www.visittuscany.com/en/attractions/the-rose-garden-inflorence/

https://www.acquaallerose.it/

http://www.musma.firenze.it/home.html

 

Bibliografia:

Giannoni, Francesco, “Il Viale dei Colli di Firenze” (Florence Art Edizioni, Firenze, 2016).

Maresca, Paola, “Giardini di Firenze” (Angelo Pontecorboli Editore, Firenze, 2011).

Maresca, Paola, “Simboli e segreti nei giardini di Firenze” (Angelo Pontecorboli Editore, Firenze, 2008).

Pozzana, Mariachiara, “I giardini di Firenze e della Toscana” (Giunti Editore S.p.A., Firenze, 2011).

Rinaldi, Niccolò, “Secret Florence” (Jonglez Publishing, 2017).

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