fbpx

I GIARDINI SEGRETI DI FIRENZE

Firenze è una città fantastica e capace di sorprendere ad ogni angolo.

In questo articolo, sveleremo i giardini segreti di Firenze: il nostro viaggio comincerà dal Giardino Corsi Annalena per poi proseguire verso il romantico Giardino Torrigiani nel quartiere dell’Oltrarno; ci avventureremo in seguito nel giardino intellettuale degli Orti Oricellari e nel Giardino Corsini al Prato, nel quartiere di Santa Maria Novella.

 

Il Giardino Corsi Annalena a Firenze

Corsi Annalena Garden

Giardino Corsi Annalena
Credits: Wikipedia.org

Immaginatevi mezzo ettaro di natura nel cuore di Firenze, completamente celato da mura, e a pochi passi da Palazzo Pitti.

Il Giardino Corsi Annalena è il giardino più riservato di Firenze: custodito tra Via de’ Serragli, Via de’ Mori e Via Romana, è impossibile indovinarne la presenza dalla strada.

La sua storia comincia nel 1441, quando la contessa Anna Elena fondò il Monastero di San Vincenzo. Anna Elena era la figlia del conte Galeotto Malatesta e la moglie di Baccio d’Anghiari, ucciso durante la cospirazione orchestrata da Cosimo il Vecchio de’ Medici. Una volta vedova, Anna Elena decise di ritirarsi dalla vita pubblica e fondò un ordine claustrale, chiamato Annalena.

Nel Cinquecento, il terreno venne modificato dal Granduca Cosimo I de’ Medici, che commissionò parte delle mura di fortificazione durante la guerra tra Firenze e Siena. Il Granduca poteva spostarsi abilmente nel quartiere tramite passaggi sotterranei che collegavano il Giardino di Boboli, il Giardino Torrigiani e il Giardino Annalena. Tracce di questi passaggi ipogei esistono ancora oggi.

Nel 1790, il marchese Tommaso Corsi comprò il terreno. Nei primi anni dell’Ottocento, commissionò all’architetto Giuseppe Manetti il rinnovamento del giardino. Manetti progettò un giardino paesaggista inglese in uno spazio ristrettissimo: fu capace di aumentare la percezione ottica di ampliamento dello spazio nel piccolo giardino e, al contempo, di isolarlo rispetto agli edifici cittadini circostanti.

Corsi Annalena Garden

Giardino Corsi Annalena
Credits : www.wikimapia.org

Il Giardino Corsi Annalena è costituito da due elementi principali: il grande parterre ellittico suddiviso in siepi di bosso e il giardino terrazzato. Nell’Ottocento, il giardino terrazzato assicurava una vista sul panorama bucolico delle colline fiorentine. Ma l’elemento di spicco del Giardino Corsi Annalena è sicuramente l’arredo decorativo: la statuaria in stile neoclassico, le statue delle Muse in terracotta, la panchina a forma di esedra in pietraserena locale danno un senso di grazia ed eleganza al giardino. Un’iscrizione in marmo celebra l’amicizia e sorprende per il motto: “Il saggio dovrebbe sottomettersi al fato”.

La vegetazione del Giardino Corsi Annalena è composta da alloro, viburno, cedri e magnolie.

Nel 1810, tra Via de’ Mori e Via Romana, Giuseppe Manetti costruì il Tempio del Canto: si tratta di un tempio in stile neoclassico provvisto di una decorazione raffinata. Nella nicchia è custodito un Mercurio, mentre alcuni geni sorreggono una lira e una corona d’alloro, affiancati da danzatrici agresti.

Il Giardino Corsi Annalena è un giardino contemplativo, uno spazio per la meditazione e la riflessione, lontano dalla vita terrena, e può considerarsi pertanto l’ultimo sogno d’Arcadia a Firenze.

Giardino Torrigiani: il giardino inglese privato più grande di Firenze

Torrigiani Garden

Giardino Torrigiani
Credits Wikipedia.org

Con i suoi sette ettari, il Giardino Torrigiani è il giardino privato più grande di Firenze e il giardino privato in un centro storico più grande di tutta Europa.

Situato tra Via dei Serragli, Via del Campuccio e Via Gusciana, nel 1813 fu commissionato dal marchese Pietro Torrigiani all’architetto paesaggista Luigi de Cambray Digny come un giardino inglese.

Sia l’architetto che il marchese erano membri della massoneria: il giardino fu perciò progettato secondo i canoni alla moda del giardino paesaggista inglese. Nel 1824, fu scritta appositamente una guida del giardino (come era già accaduto nel caso di Stowe, in Inghilterra, nel 1730). Ciò nonostante, il circuito simbolico massonico all’interno del giardino non fu spiegato chiaramente nella guida.

Il Giardino Torrigiani è costituito da sentieri serpeggianti, ampi prati, dolci collinette artificiali, boschetti e una collezione di alberi esotici.

All’entrata del giardino, il dio egizio Osiride avverte il visitatore: “Cani, cavalli e carrozze non sono consentiti. E’ vietato toccare piante, fiori e minerali. I giochi senza permesso non sono consentiti. E’ obbligatorio camminare unicamente lungo i sentieri”.

Il Giardino Torrigiani comprende anche un giardino formale, una limonaia restaurata nell’Ottocento, e un vivaio. Serre Torrigiani, infatti, è un importante fornitore di piante per eventi a Firenze e dintorni.

giardino torrigiani

Giardino Torrigiani
Credits: www.giardinotorrigiani.it

Il giardino è arricchito da statue che ricordano l’apparato scultoreo di Rousham, il giardino progettato da William Kent in Inghilterra. Il Tempietto dell’Arcadia, per esempio, è un tempio misterioso dedicato all’Arcadia, simbolo della vita pastorale. Il prato circolare è l’elemento più antico del giardino: si trattava di un ippodromo provvisto di panchine, vasi e statue.

Nel Giardino Torrigiani non mancano inoltre le fabriques, edifici stravaganti definiti “capricci”, tipici del Settecento e dell’Ottocento. Si tratta del Gymnasium, l’Uccelleria, il Romitorio, il ponte romantico sul torrente Ladone e la torre ottogonale in stile neogotico costruita da Gaetano Baccani. Usata come libreria e osservatorio astronomico, la sua forma doveva evocare lo stemma della famiglia Torrigiani.

Alcune fabriques sono purtroppo andate perdute, come per esempio la stravagante Grotta di Merlino (anche William Kent aveva costruito una grotta di Merlino per la regina Caroline a Richmond, nel 1730).

Nell’Ottocento, il percorso simbolo nel giardino ruotava attorno all’alchimia. Chi visitava il Giardino Torrigiani, infatti, compieva un viaggio allegorico dal buio della morte al rinascimento dell’anima. Questo viaggio era chiamato “nigredo” e iniziava al cospetto della statua di Osiride, il dio egizio della morte e della resurrezione. Successivamente, il viaggio procedeva attraverso la foresta, o, meglio, la “selva oscura” dantesca, simbolo dello smarrimento dell’anima, fino a sopraggiungere alla grotta consacrata a Saturno, divinità del tempo e della morte.

Dopo questo viaggio buio, l’atmosfera del giardino cambiava improvvisamente: il visitatore arrivava, infatti, in un’area luminosa e di ampio respiro, accolto dalle statue di Eusculapio, dio della medicina, e sua figlia Hygea, dea dell’igiene. Il viaggio terminava presso la torre ottogonale in stile neo-gotico, seguendo il principio massonico dell’ “ex tenebris lux”. L’ottagono, infatti, era associato da tempo immemore alla resurrezione.

Secondo la leggenda, il marchese Pietro Torrigiani commissionò la torre per poter ammirare da lontano il Cimitero delle Porte Sante, dietro la Basilica di San Miniato al Monte, dove giaceva la sua amata.

Altre statue del Giardino Torrigiani includono “Seneca con il giovane Pietro Torrigiani”, gruppo scultoreo di Pio Fedi, e una colonna dedicata al famoso botanico Pier Antonio Micheli.

Il giardino è cosparso di cedri antichi (Cedrus Libani, Atlantica e Deodora), querce, castagni, cipressi, magnolie, platani e un raro Fagus Tricolor.

Torrigiani Garden

Giardino Torrigiani
Credits: www.giardinotorrigiani.it

Nel XIX secolo, molti viaggiatori del Grand Tour visitarono e lodarono il Giardino Torrigiani: lo scrittore Nathaniel Hawthorne, il conte Larish dall’Austria, lo storico dell’arte Lord Alexander Lindsay, il pittore americano John Singer Sargent, la scrittrice e musicista Caroline Sheridan Northon, Lady Charlotte Campbell e Maryanne Chichester.

Orti Oricellari: il circolo intellettuale e le feste negromantiche

Orti Oricellari florence

Orti Oricellari
Credits: www.exclusiveflorencetours.com

Situati tra Via della Scala, Via Rucellai, Via Palazzuolo e Via degli Orti Oricellari, questi giardini devono il loro nome curioso a un’erba tintoria chiamata “oricella”.

Secondo la leggenda, il mercante Alemanno del Giunta scoprì l’oricella durante uno dei suoi viaggi nel lontano Oriente. Preso da un bisogno impellente di fare pipì, cerco un bagno pubblico nelle vicinanze… ma invano! Si nascose pertanto in una radura, dove poter sfogare i suoi bisogni primari. Immaginate la sua sorpresa quando vide che l’erba bagnata dall’urina si colorava di viola! Alemanno del Giunta non si lasciò sfuggire l’occasione: portò con sé a Firenze l’erba magica ed iniziò un vero e proprio business, tingendo di viola stoffe e tessuti nell’oricella, imbevuta di ammoniaca. Divenne così ricco e famoso che cambiò il suo cognome in Oricellari (ma faceva pensare troppo alla pipì…) e successivamente in Rucellai (decisamente più elegante!). I campi dove si coltivava l’oricella si trovavano a Firenze nell’attuale Via degli Orti Oricellari (così chiamata non per caso!).

Nel Quattrocento, i Rucellai erano una delle famiglie più potenti di tutta Firenze. Bernardo Rucellai sposò Lucrezia de’ Medici, megli conosciuta come Nannina, sorella di Lorenzo il Magnifico.

Dopo la morte del Magnifico nel 1492, Bernardo e Nannina trasferirono l’Accademia Neoplatonica dalla Villa medicea di Careggi al loro giardino, che chiamarono Orti Oricellari, ispirandosi agli antichi Horti romani.

Gli Orti Oricellari divennero così un circolo intellettuale dove gli ospiti più frequenti erano Niccolò Machiavelli, Zanobi Buondelmonti, Jacopo da Diacceto e Luigi Alamanni.

Nel 1573, Bianca Cappello, allora amante di Francesco I de’ Medici (in seguito divenne granduchessa), comprò gli Orti Oricellari. Bianca amava intrattenere gli ospiti nel giardino e spesso organizzava feste negromantiche: lo scrittore Celio Malaspina descrive un episodio molto particolare in una delle sue novelle. Ospiti indifesi ed ignari venivano invitati a cena da Bianca, poi, improvvisamente, cadevano in una fossa nascosta, dove persone abbigliate come demoni li aspettavano per terrorizzarli. Per farsi perdonare, Bianca offriva ai propri ospiti una sfilata di ragazze vestite soltanto di perle, diamanti, zaffiri e rubini.

Nel 1640, la proprietà passò al Cardinal Giovan Carlo de’ Medici. Il cardinale era un viveur che amava coltivare fiori, ai quali dava gli esotici nomi delle proprie amanti.

Il cardinale commissionò una grotta seducente ad Alfonso Parigi e Ferdinando Tacca: la grotta sotterranea era dedicata ai quattro elementi alchemici: aria, acqua, terra e fuoco. Era adornata con rocce calcaree, tartari, spugne e dipinti. Il fuoco era l’elemento della Stanza della Stufa o Sala di Icaro, un bagno termale dove il cardinale Giovan Carlo de’ Medici amava crogiolarsi, da buon viveur quale era. Antonio Novelli, allievo del Giambologna, scolpì la statua gigante di Polifemo, figlio mitologico di Poseidone, dio del mare (la statua esiste tutt’oggi).

 Credits: www.hortibus.blogspot.com

La grotta era simbolo del viaggio alchemico iniziatico, il percorso “ex tenebris lux”, dal buio dell’anima alla luce della conoscenza, un tragitto simbolico dalle viscere della terra all’infinità della volta celeste.

Ospite incallito degli Orti Oricellari fu il famoso pittore Salvator Rosa, amico del cardinal Giovan Carlo de’ Medici; Salvator Rosa dipinse infatti per il cardinale il suo bagno termale privato presso Palazzo Pitti.

Attorno al 1820 circa, il terreno degli Orti Oricellari fu acquistato dal marchese Giuseppe Stiozzi Ridolfi, il quale commissionò all’architetto Luigi Cambray de Digny il rinnovamento del giardino. Provate un po’ a indovinare?… Anche loro facevano parte della massoneria.

Il giardino fu modificato secondo i canoni in voga del giardino paesaggistico inglese, con sentieri tortuosi, collinette artificali, elementi acquatici dalle forme curvilinee. Erano presenti anche alcune fabriques: un’abbazia gotica dedicata a Sant’Anna, un Tempio di Venere, le false rovine di un circo e di un pantheon (quest’ultimo ancora esistente).

Nel 1861, il Principe Orlov comprò gli Orti Oricellari e commissionò all’architetto Giuseppe Poggi una nuova modifica del giardino. Alla fine del XIX secolo, purtroppo, il mitico giardino degli Orti Oricellari che aveva visto succedersi tanti fini intellettuali, macabri giochi e gusti alchemici raffinati, fu diviso in due terreni. La gloria degli Orti Oricellari era dolorosamente tramontata.

 

Le geometrie aristocratiche del Giardino Corsini al Prato

giardino corsini al prato

Giardino Corsini al Prato
Firenze Flower Show, settembre 2020

Situato in Via Il Prato, a pochi passi dalla Basilica di Santa Maria Novella e vicinissimo alla Porta al Prato, uno degli accessi medievali alla città, il Giardino Corsini al Prato è una gemma nascosta nel cuore di Firenze. Il prato al quale allude la porta medievale e che viene riportato anche nel nome del giardino ricorda che, nel passato, l’area era utilizzata per giostre, spettacoli e corse di cavallo.

Prima di avventurarci nel giardino, però, è doveroso introdurre la famiglia Corsini, di illustre e antico lignaggio. Tra le famiglie aristocratiche più importanti di Firenze, i Corsini contano un santo e un papa: parliamo di Sant’Andrea Corsini, vescovo di Fiesole dal 1349 al 1373, e Papa Clemente XII, fondatore dei Musei Capitolini di Roma e committente della celeberrima Fontana di Trevi.

I tre rami attuali della famiglia Corsini sono sparsi tra Firenze, Londra, Roma, Milano, il Belgio, gli Stati Uniti, le Filippine e il Brasile. Uno di questi si occupa della produzione di olio e vino in Toscana, presso Villa Le Corti, in Chianti, e la Tenuta Marsiliana nella Maremma.

Palazzo Corsini al Parione, Lungarno Corsini, Florence

Palazzo Corsini al Parione, Lungarno Corsini, Firenze

Palazzo Corsini al Parione, Lungarno Corsini, Florence

Palazzo Corsini al Parione, Lungarno Corsini, Firenze

Palazzo Corsini al Parione, Lungarno Corsini, Florence

Palazzo Corsini al Parione, Lungarno Corsini, Firenze

Palazzo Corsini al Parione a Firenze, lungo l’Arno, è la dimora principale della famiglia Corsini. E’ il palazzo in stile barocco più importante della città e fu eretto da Alfonso Parigi il Giovane, Ferdinando Tacca, Pierfrancesco e Gherardo Silvani nel XVII secolo. Il palazzo dispone di una magnifica grotta e di una splendida collezione di dipinti. Palazzo Corsini al Parione ospita inoltre la rinomata “Biennale dell’Antiquariato”, solitamente in settembre. Si tratta di un’ottima opportunità per visitare la sede maestosa del palazzo avvolti da un’atmosfera speciale.

The grotto at Palazzo Corsini al Parione

La grotta di Palazzo Corsini al Parione

Biennale dell’Antiquariato, Palazzo Corsini al Parione, September 2019

Biennale dell’Antiquariato, Palazzo Corsini al Parione, settembre 2019

Ma torniamo al Giardino Corsini al Prato.

Attorno al 1591, Alessandro Acciaiuoli commissionò il palazzo a Bernardo Buontalenti. Nel 1621, Filippo di Lorenzo Corsini acquistò il palazzo e incaricò Gherardo Silvani del progetto per il giardino.

Nel XIX secolo, il giardino fu rinnovato da Gaetano Baccani per Neri Corsini, marchese di Laiatico, ed Eleonora Rinuccini, secondo il gusto del giardino paesaggistico inglese.

Il giardino è meraviglioso ed è uno dei giardini storici meglio preservati di tutta Firenze.

E’ composto da ben tre limonaie provviste di “Poncirus trifoliata”; un parterre geometrico con siepi di bosso, fiori e piante aromatiche; due boschetti inglesi (in passato erano forse delle ragnaie per catturare gli uccelli). L’asse principale è impreziosito di una serie di statue che canalizzano la vista attraverso il giardino, ottenendo uno straordinario effetto di ampliamento del senso della profondità. Il giardino offre inoltre una vista bucolica sull’orto, che evoca l’aspetto rustico della campagna fiorentina: questo elemento fa del Giardino Corsini al Prato un luogo di diletto e di utilità.

La paesaggista Oliva di Collobiano ha lavorato negli anni ’80 del secolo scorso per Giorgiana Corsini, occupandosi dei parterres in stile italiano, ornati di piacevoli peonie rosa.

Visite guidate ai giardini segreti di Firenze

Il Giardino Corsi Annalena, il Giardino Torrigiani, gli Orti Oricellari e il Giardino Corsini al Prato sono giardini privati. E’ pertanto necessario richiedere preventivamente la disponibilità ai proprietari per poter organizzare la visita guidata. Contattami senza impegno; sarò felice di aiutarvi ad organizzare una visita guidata nei giardini segreti di Firenze!

Per informazioni, scrivete a: info@myfloraguide.com

 

Links utili:

https://www.regione.toscana.it/-/giardino-corsi-o-d-annalena

https://www.giardinotorrigiani.it/

https://www.regione.toscana.it/-/orti-oricellari

http://hortibus.blogspot.com/2014/01/jardins-disparus-de-florence-les-orti.html

https://giardinocorsini.it/

http://www.palazzocorsini.it/

https://principecorsini.com/

 

Bibliografia:

Maresca P. “Giardini di Firenze” (Angelo Pontecorboli Editore, Firenze, 2008).

Maresca, P. “Simboli e segreti nei giardini di Firenze” (Angelo Pontecorboli Editore, Firenze, 2008).

Pozzana M. “I giardini di Firenze e della Toscana” (Giunti Editore S.p.A., Firenze, 2011).

 

ALL PHOTO CREDITS GO TO THE OWNERS

Contact me!

I am not online at the moment. But you can send your request by e-mail, I'll answer as soon as possible.

Illeggibile? Cambia il testo. captcha txt

Inizia a digitare e premi Enter per effettuare una ricerca

error: Content is protected !!
la-foce-cipressi